21 Set 2019Il settimanale L’informatore vigevanese del 19 settembre pubblica un articolo su un tema poco conosciuto: l’inquinamento provocato dai voli aerei. Ecco un ampio estratto:

Da un paio di mesi un rombo pressoché costante sovrasta le nostre vite. Sono gli aerei in fase di atterraggio a Malpensa. Con la chiusura per lavori di Linate, l’aeroporto internazionale di Malpensa è trafficatissimo: lo scorso due agosto ha avuto un movimento record di 941 voli che hanno trasportato 125.526 passeggeri. Lo scalo, nei momenti di punta, può autorizzare un volo ogni 54 secondi.
Da anni i residenti dei paesi attorno all’aeroporto si lamentano del rumore dei decolli. Ma nessuno sembra essersi reso conto del pericolo dei gas di scarico rilasciati in abbondanza sopra le nostre teste. Rispetto all’inquinamento delle auto quello degli aerei è enorme: secondo alcune stime un volo di linea inquina come 600 autovetture non catalizzate. E ogni giorno i più grandi aeroporti italiani rilasciano la stessa quantità di emissioni di circa 350 mila auto “Euro 0”.
Per rendersi conto della situazione dei voli di linea, sia localmente che in tutto il mondo, si può consultare il sito Flightradar24, che visualizza i jet attraverso i dati dei transponder, permettendo di vederne la posizione e avere informazioni dettagliate sulla loro provenienza, rotta, quota e velocità.
I consumi dei jet sono notevoli: l’Airbus A330/200 impiega 5700 chilogrammi di carburante per ogni ora di volo a velocità di crociera. Il Boeing 787/9 ne usa 5600 kg/h mentre il vecchio “jumbo” Boeing 747/100 ben 11.800 chilogrammi all’ora!
Ogni giorno l’aviazione civile effettua circa duecento mila voli in tutto il mondo, trasportando più di trenta milioni di passeggeri. Secondo i dati dell’Atag – Air Transport Action Group, un’associazione per lo sviluppo dell’aviazione sostenibile, il trasporto aereo è responsabile del 12% delle emissioni di CO2 di tutte le forme di trasporto (il 74% arriva da quello su strada). Circa l’80% di queste emissioni è imputabile al trasporto su lungo raggio. Un passeggero da Roma a New York pesa sull’ambiente per circa 750 kg di anidride carbonica, ma la CO2 non è l’unico inquinante rilasciato dai motori degli aerei: nelle emissioni vanno considerati anche ossidi di zolfo, monossido di carbonio, idrocarburi non bruciati e particolato.
Ogni anno più di seicento milioni di tonnellate di anidride carbonica vengono rilasciate dagli aerei nella troposfera e nella bassa stratosfera, insieme a ossidi di azoto. Eppure il traffico aereo non viene mai citato nel dibattito sulla riduzione dei gas serra al fine di limitare il riscaldamento globale. Anzi si punta a un incremento costante dei voli.
Secondo i dati della Iata, l’organizzazione che raccoglie circa l’80% delle compagnie aeree del mondo, nel 2018 la crescita dei collegamenti diretti fra gli aeroporti è stata impetuosa: il totale supera ormai i ventuno mila. Altrettanto enorme l’incremento mondiale dei passeggeri che sono stati circa 4.36 miliardi. Soltanto dieci anni fa il loro numero arrivava a 2,49 miliardi: l’aumento ha toccato il 75%.

E il settore continua a crescere come l’inquinamento in atmosfera provocato dai voli.

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